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16 Giugno 2007 - Zambesi Sesia - Sesia Zambesi
Le notizie della super piena di venerdì sera erano troppo allettanti, e
così sabato, prendo accordi con Dani e Philo, e arrivo
in Valsesia verso le 14.30 e dò un'occhiata a quello spettacolo
della natura che era il Sesia quel giorno.
Il colore non era più marrone, ma stava tornando al suo verde
naturale, ma il livello..... wow! Indescrivibile! I sassi emersi non
esistevano più, lasciando il posto a buchi, riccioli e ondoni. Rapide
normalmente di tutto relax come Slalom e Ubriaco erano costellate di
bucazzi che, in caso di errori di traiettoria, non avrebbero mancato
di punire severamente l'incauto canoista.
Un'occhiata della Balmuccia dall'alto consigliava di pagaiare
energicamente verso destra ..... se si voleva evitare "la cosa".
"La cosa" era un incrocio tra una banana, un buco ed un mulinello, posta
al termine della rapida, che apriva le fauci liquide a qualunque
oggetto si trovasse a galleggiare nel fiume lungo la sua traiettoria.
Per fortuna "la cosa" era alla fine della rapida, per cui le
conseguenze per i mangiati non sarebbero state comunque drammatiche.
OK, tutto pronto. Ci imbarchiamo in paese a Balmuccia insieme a Paolo, Flavio e Francesco
e subito si vede che caratterino ha il Sesia oggi. Le
rapidine prima di Balmuccia, che normalmente servono a scaldarsi un
po', sono una goduriosa cavalcata su ondoni enormi .... ci gustiamo lo
sbattimento, ma la mente è concentrata sulla "cosa" che ci aspetta
vorace più sotto.
Entriamo in Balmuccia. Il sasso da sfilare a destra oggi non c'è. Al
suo posto c'è un enorme sbuffo che spruzza acqua su tutta la larghezza
del fiume. Attraversi lo sbuffo, e sotto acqua piatta, ma velocissima,
diretta inesorabilmente a sinistra, verso "la cosa".
Vista da sotto lei fa ancora più paura: ma quanto è alta??? Per un
canoista seduto nel pozzetto è difficile valutare le altezze, in ogni
caso avvicinandoti vedi che il muro liquido è altissimo sopra la tua
testa. Due metri? Forse..... il fatto è che sfilarlo a destra è più
facile a dirsi che a farsi. Qualcuno dei nostri ci riesce,
ma la maggior parte di noi finisce inesorabilmente per farsi mangiare.
Woooooosssshhhhhhhhhh!!!!!! Acqua dappertutto, casino... la canoa che looppa,
riemergi ovviamente a testa in giù, ma senti che la corrente intorno a
te si sta acquietando, è il momento di tirare l'eskimo e sei fuori.
Un'esperienza fantastica.
Riprendiamo la discesa. Mentre allegri ed esaltati commentiamo
l'esperienza in Balmuccia, nella mente di tutti la domanda è "Cosa
troveremo in Trancia"?
Dani mi chiede: "Non ci fermiamo a guardarla?" "No Dani ...... occhio
non vede, culo non stringe" (Ormai è diventato un motto).
Decido di farla centrale, dove il divertimento sembra essere maggiore.
Il divertimento però ha un prezzo, e così la traiettoria scelta da me
è anche accidentalmente quella che conduce dritti dritti verso un bel
bananone nella parte finale. Il mio tentativo di cavalcarlo con
eleganza finisce meno elegantemente del previsto, e così anche qui ci
scappa un eskimo. Anzi due, perchè la prima volta mi sono raddrizzato
giusto in tempo per vedere la mia canoa entrare in un bucone vorace.
Uno dei nostri aggregati finisce a bagno. Recuperati bagnante e
pagaia, la canoa invece decide di farsi la Slalom da sola.
La Slalom. Normalmente una rapida abbastanza tranquilla e rilassante,
dopo la Trancia. Ma oggi è diversa. Oggi tutto è diverso.
Al posto dei buchi ci sono ondoni immensi, al posto dei sassi buchi.
Bisogna viverla con questa nuova prospettiva, è il risultato è
fantastico. Divertimento allo stato puro.
Recuperata la canoa solitaria si riparte. Prossima tappa ubriaco.
E qui c'è la novità. I sassi all'ingresso della rapida causano uno
sconvolgimento di onde e buchi. Decidiamo di tenere la destra e tutto
fila liscio.
La prossima emozione la riserverà l'Igloo. Mentre mi chiedo se tentare
il passaggio tra i due massi, ho il piacere di scoprire che la morta a
sinistra, all'interno della curva d'ingresso della rapida, è piuttosto
vivace per definirsi "morta". E' un ribollire di acqua che risale dal
fondo che si scontra con quella che scende, che a sua volta si scontra
con quella che sale. Un casino, insomma. E così pago il quarto eskimo.
Nel frattempo anche Dani e Philo arrivano nella "morta ribollente".
Risultato: tutti e due girati a guardare il fondo del fiume, side by
side, ostacolandosi a vicenda mentre tentano di fare un eskimo. Alla
fine è Dani ad avere la meglio, mentre a Philo tocca stappare. Mors
tua vita mea, la dura legge del più forte.
E così, mentre Dani raggiunge acque più tranquille, Philo viene
trascinato a nuoto verso il passaggio dei 2 sassi. Non c'è tempo da
perdere, gli offro la mia maniglia di coda e lo tiro disperatamente
verso la riva sinistra. Non riuscirò a portarlo a riva prima del
passaggione, ma per lo meno riesco a dirigerlo sul ramo di sinistra,
più tranquillo.
Recuperato il materiale si riparte. Ancora emozioni a gogò alla rapida
della frana, sotto Morca, dove eri costretto a passare su una lingua
d'acqua non più larga di una canoa tra buchi enormi e successivamente
al New Team.
Lì arrivo intenzionato a passare in mezzo ai sassomi, dove normalmente
il divertimento è maggiore. Il fatto è che quando mi avvicino noto che
i sassoni non esistono più, sepolti sotto l'acqua, e nella zona
centrale dove si passa di solito c'è un unico ribollire di acqua bianca.
All'ultimo momento mi stringe il culo e devio per la più tranquilla
linea di sinistra. Lo so.....sono un coniglio, lo ammetto! I miei
compagni di discesa comunque optano per la stessa via.
Siamo allo sbarco, discesa finita. Per fortuna ci sono le orecchie a
limitare l'estensione dei sorrisi sulle nostre facce!
Allo sbarco incontriamo la Nico e JC, ai quali diciamo di imbarcarsi
subito, non si può perdere un Sesia così!!!
Ma la prima dice che preferisce fare "esercizietti", il secondo
esplorare "un affluente". Noooooo!!!! Non si può!! Ogni lasciata è persa.
Torno a casa con il ricordo di una discesa unica.
Il più bel Sesia in 25 anni che bazzico la Valsesia.
Ciao a tutti! Stefano
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