ZambeSesia
di Stefano Caprile (canoa club Novara)
16 Giugno 2007 - Zambesi Sesia - Sesia Zambesi

Le notizie della super piena di venerdì sera erano troppo allettanti, e così sabato, prendo accordi con Dani e Philo, e arrivo in Valsesia verso le 14.30 e dò un'occhiata a quello spettacolo della natura che era il Sesia quel giorno.

Il colore non era più marrone, ma stava tornando al suo verde naturale, ma il livello..... wow! Indescrivibile! I sassi emersi non esistevano più, lasciando il posto a buchi, riccioli e ondoni. Rapide normalmente di tutto relax come Slalom e Ubriaco erano costellate di bucazzi che, in caso di errori di traiettoria, non avrebbero mancato di punire severamente l'incauto canoista.

Un'occhiata della Balmuccia dall'alto consigliava di pagaiare energicamente verso destra ..... se si voleva evitare "la cosa".
"La cosa" era un incrocio tra una banana, un buco ed un mulinello, posta al termine della rapida, che apriva le fauci liquide a qualunque oggetto si trovasse a galleggiare nel fiume lungo la sua traiettoria.
Per fortuna "la cosa" era alla fine della rapida, per cui le conseguenze per i mangiati non sarebbero state comunque drammatiche.
OK, tutto pronto. Ci imbarchiamo in paese a Balmuccia insieme a Paolo, Flavio e Francesco e subito si vede che caratterino ha il Sesia oggi. Le rapidine prima di Balmuccia, che normalmente servono a scaldarsi un po', sono una goduriosa cavalcata su ondoni enormi .... ci gustiamo lo sbattimento, ma la mente è concentrata sulla "cosa" che ci aspetta vorace più sotto.

Entriamo in Balmuccia. Il sasso da sfilare a destra oggi non c'è. Al suo posto c'è un enorme sbuffo che spruzza acqua su tutta la larghezza del fiume. Attraversi lo sbuffo, e sotto acqua piatta, ma velocissima, diretta inesorabilmente a sinistra, verso "la cosa".
Vista da sotto lei fa ancora più paura: ma quanto è alta??? Per un canoista seduto nel pozzetto è difficile valutare le altezze, in ogni caso avvicinandoti vedi che il muro liquido è altissimo sopra la tua testa. Due metri? Forse..... il fatto è che sfilarlo a destra è più facile a dirsi che a farsi. Qualcuno dei nostri ci riesce, ma la maggior parte di noi finisce inesorabilmente per farsi mangiare. Woooooosssshhhhhhhhhh!!!!!! Acqua dappertutto, casino... la canoa che looppa, riemergi ovviamente a testa in giù, ma senti che la corrente intorno a te si sta acquietando, è il momento di tirare l'eskimo e sei fuori. Un'esperienza fantastica.

Riprendiamo la discesa. Mentre allegri ed esaltati commentiamo l'esperienza in Balmuccia, nella mente di tutti la domanda è "Cosa troveremo in Trancia"?
Dani mi chiede: "Non ci fermiamo a guardarla?" "No Dani ...... occhio non vede, culo non stringe" (Ormai è diventato un motto).
Decido di farla centrale, dove il divertimento sembra essere maggiore. Il divertimento però ha un prezzo, e così la traiettoria scelta da me è anche accidentalmente quella che conduce dritti dritti verso un bel bananone nella parte finale. Il mio tentativo di cavalcarlo con eleganza finisce meno elegantemente del previsto, e così anche qui ci scappa un eskimo. Anzi due, perchè la prima volta mi sono raddrizzato giusto in tempo per vedere la mia canoa entrare in un bucone vorace. Uno dei nostri aggregati finisce a bagno. Recuperati bagnante e pagaia, la canoa invece decide di farsi la Slalom da sola.
La Slalom. Normalmente una rapida abbastanza tranquilla e rilassante, dopo la Trancia. Ma oggi è diversa. Oggi tutto è diverso.
Al posto dei buchi ci sono ondoni immensi, al posto dei sassi buchi. Bisogna viverla con questa nuova prospettiva, è il risultato è fantastico. Divertimento allo stato puro.
Recuperata la canoa solitaria si riparte. Prossima tappa ubriaco.
E qui c'è la novità. I sassi all'ingresso della rapida causano uno sconvolgimento di onde e buchi. Decidiamo di tenere la destra e tutto fila liscio.

La prossima emozione la riserverà l'Igloo. Mentre mi chiedo se tentare il passaggio tra i due massi, ho il piacere di scoprire che la morta a sinistra, all'interno della curva d'ingresso della rapida, è piuttosto vivace per definirsi "morta". E' un ribollire di acqua che risale dal fondo che si scontra con quella che scende, che a sua volta si scontra con quella che sale. Un casino, insomma. E così pago il quarto eskimo.
Nel frattempo anche Dani e Philo arrivano nella "morta ribollente". Risultato: tutti e due girati a guardare il fondo del fiume, side by side, ostacolandosi a vicenda mentre tentano di fare un eskimo. Alla fine è Dani ad avere la meglio, mentre a Philo tocca stappare. Mors tua vita mea, la dura legge del più forte.
E così, mentre Dani raggiunge acque più tranquille, Philo viene trascinato a nuoto verso il passaggio dei 2 sassi. Non c'è tempo da perdere, gli offro la mia maniglia di coda e lo tiro disperatamente verso la riva sinistra. Non riuscirò a portarlo a riva prima del passaggione, ma per lo meno riesco a dirigerlo sul ramo di sinistra, più tranquillo.
Recuperato il materiale si riparte. Ancora emozioni a gogò alla rapida della frana, sotto Morca, dove eri costretto a passare su una lingua d'acqua non più larga di una canoa tra buchi enormi e successivamente al New Team.
Lì arrivo intenzionato a passare in mezzo ai sassomi, dove normalmente il divertimento è maggiore. Il fatto è che quando mi avvicino noto che i sassoni non esistono più, sepolti sotto l'acqua, e nella zona centrale dove si passa di solito c'è un unico ribollire di acqua bianca. All'ultimo momento mi stringe il culo e devio per la più tranquilla linea di sinistra. Lo so.....sono un coniglio, lo ammetto! I miei compagni di discesa comunque optano per la stessa via.

Siamo allo sbarco, discesa finita. Per fortuna ci sono le orecchie a limitare l'estensione dei sorrisi sulle nostre facce!
Allo sbarco incontriamo la Nico e JC, ai quali diciamo di imbarcarsi subito, non si può perdere un Sesia così!!!
Ma la prima dice che preferisce fare "esercizietti", il secondo esplorare "un affluente". Noooooo!!!! Non si può!! Ogni lasciata è persa. Torno a casa con il ricordo di una discesa unica.

Il più bel Sesia in 25 anni che bazzico la Valsesia.

Ciao a tutti! Stefano


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