Grecia Tour 2006: Cronaca semi-seria della spedizione in Grecia del CCA

di Lorenzo Marchesi
Grecia: Partenza
Partenza alle ore 6 di mattina; in teleconferenza partono in perfetto sincrono:
* Da Cremona Philo, Dani e Lopez
* Da Montichiari: Adriano presidente, Claudio, Silvano e Adriano Bagnolo

Secondo il programma meticolosamente studiato da mesi è previsto il rendez-vous congiunto a Modena, all'area di servizio "secchia ovest" per poi proseguire in carovana festante fino a Rimini dove abbiamo noleggiato un camper a 7 posti. Purtroppo in tutto il nord Italia i camper erano stati requisiti per il concomitante raduno degli alpini ad Asiago per cui abbiamo dovuto ripiegare a Rimini.
Primo intoppo: in autostrada Dani inizia la sua performance greca scoprendo di aver dimenticato i documenti: dietrofront ... e si torna a Cremona. Finalmente si riparte e come per magia ci si trova in perfetto sincronismo a Rimini con il resto della truppa dove recuperiamo il camper alla Meteorviaggi (100 Euro al giorno più franchigia 500, tra l'altro il prezzo più basso trovato su internet).

Il camper è buono, spazioso quanto basta per poter sopravvivere una settimana in sette. E' dotato di bagno (utilizzato poi per altri scopi), stufa, frigo e radio con lettore CD. La musica di Charly Cinelli ci accompagnerà per tutto il viaggio.
Il problema iniziale è il portapacchi, che seppur sufficiente in dimensioni, è fatto di cartapesta e risulta problematico legarci le canoe con una certa sicurezza. Un breve consulto e salgono in scena colonnello e maresciallo che in quatto e quattr'otto trovano la soluzione ottimale per permettere alle canoe di affrontare serenamente una settimana in Grecia. Ed ecco la squadra componente la spedizione:
adri silvano chantal philo
adriano
L' Imperatore
silvano
Driver
chantal
Navigator
philo
CameraMan
adriano bagnol claudio dani lorenzo
adri bagnolo
BarrettaMan
claudio
Colonello
dani
Mina vagante
lorenzo
Maresciallo


Da Rimini partiamo per Ancona.
Qualche intoppo lungo la strada: telepass capriccioso, un passaggio a livello stronzo ed un albanese poco rassicurante nei pressi del passaggio a livello, ci ritardano sulla tabella di marcia, ma riusciamo comunque ad arrivare in tempo per imbarcarci.
Il traghetto che abbiamo prenotato è della Anek Lines e scenderemo ad Igoumenitsa.
La compagnia batte bandiera greca, il traghetto è nuovo, bello e pulito.
La spesa è tutto sommato contenuta. Utilizziamo la formula "Open Deck" così pernottiamo sul camper, con il costo del passaggio ponte per i partecipanti. Partenza ore 16 in discreto orario. Il tempo è buono.
Alla sera ci pappiamo un gyros per acclimatarci alla tradizione culinaria greca. Cipolle e cetrioli ci faranno compagnia tutta notte.

partenza Grecia

Grecia: 6 maggio 2006
Il traghetto arriva alla mattina alle 8 locali ad Igoumenitsa dove subito ci incamminiamo alla ricerca del primo fiume da percorrere.
Chantal, la nostra navigatrice, comincia a fare le bizze, non essendosi preparata a sufficienza per accompagnarci attraverso la Grecia. La mettiamo subito a nanna.

Langfzas (Langchecosa?)
Affluente dell' Kalamas
difficoltà: II - III
lunghezza: 12 Km
Paesaggio: voto 10
Acqua: voto 8
Divertimento: voto 7
Langfzas

A circa 50 Km da Igoumenitsa, è il fiume più vicino nel quale trovare qualche rapidina per fare un po' di acquaticità. Arrivati a Vrossina, nei pressi di una rivendita di trote, si svolta per risalire il Langafzas, e ci indirizziamo all' imbarco del fiume.
Il posto non è propriamente facile da trovare, e dopo aver chiesto senza ottenere risposta ad un vecchietto locale abbastanza rincoglionito, troviamo alla fine dove imbarcare: dopo il paesino di Haravgi, dalla piazzetta di scenda a sx fino ad arrivare ad un ponte in ferro non molto rassicurante, sotto il quale ci si imbarca.
L' acqua è limpidissima e l'ambiente è fiabesco. Tutto il fiume scorre all' interno di una foresta di platani che avvolgono il fiume e con i loro tronchi nodosi prendono le forme più svariate.
Le guide danno 10 Km di fiume ma sembra più lungo. La semplicità del fiume lo rendo più lungo di quel che è, ma grazie alle fialette energetiche del presidente arriviamo alla fine. Qualche passaggio che sfiora il III e dopo circa un paio di ore, con tranquillità si arriva allo sbarco, appena prima della confluenza nel Kalamas, nei pressi di Vrossina.
Ad attenderci Silvano, la spesa, il camper e la pioggia immancabile al pomeriggio.
Dopo avere mangiato una "bella" arrabbiata e bevuto, legate le canoe al camper ripartiamo per Joannina e quindi verso Nord per portarci nei pressi del Voidomatis, alias Videomatic. In realtà non è un video noleggio ma uno dei fiumi più belli della Grecia.
Lo percorreremo il giorno successivo.
Alla sera, raggiungiamo lo sbarco del Voidomatis, e decidiamo di pernottare nelle vicinanze del centro rafting locale. C'è un bel piazzale dove ci sistemiamo con il camper. C'è anche un ristorante dove prendiamo caffè greco ed Ouzo (tranne Dani che si pappa una bella bisteccona).

Grecia: 7 maggio 2006
Alla mattina, con spesa contenuta, ci viene fornita dal ristorante un'ottima colazione, abbondante e continentale. Riusciamo anche a lavarci in qualche modo al bagno del ristorante.
Il bagno del camper lo abbiamo adibito a secondo gavone per l' attrezzatura della canoa, e l'aria al suo interno è ormai diventata tesa ed irrespirabile.
Dopo la colazione andiamo prima a vedere lo sbarco, al ponte turco vicino a Kalivia, prima di uno sbarramento.
Lo scenario è fantastico.

Partiamo quindi in direzione di Aristi, per una strada asfaltata non segnata sulle guide che parte dietro alla base rafting ed in breve ci porta al grazioso paesino di Vikos, risparmiandoci un recupero di 50 Km :).
Vikos è un belvedere meraviglioso, e da lì riusciamo a intravedere quello che ci aspetta, che avevamo già letto sulle guide ma che non credevamo comunque tale! Ci attende un imbarco d'altri tempi: 3/4 d'ora di un trekking che avrebbe stroncato chiunque.
Con canoa in spalla su un sentiero a gradoni, si percorre un dislivello di 300 metri per raggiungere i prati sottostanti, in fondo al canyon da dove ci si imbarca.

Imbrco Voidomatis
I prati da cui imbarcarsi sono nei pressi delle sorgenti del fiume che vediamo proprio innanzi a noi. Infatti il primo tratto di fiume è il Vikos, che dopo qualche Km percorribile a monte, si interra, e rinasce con il nome di Voidomatis. Il fiume sgorga dalle rocce in mezzo ad un paesaggio da fiaba.
Questo fiume è uno dei più belli della Grecia: è blu cristallino e limpido in paesaggio fantastico con acqua selvaggia.


La stanchezza è dimenticata, anche grazie alle bombe di gingseng-pappareale-propolis forniteci dal presidente che ci rimettono in sesto.

Imbrco Voidomatis
Voidomatis (VideoMatic)
Affluente dell' Aoos
difficoltà: III - IV
lunghezza: 10 Km
Paesaggio: voto 10
Acqua: voto 10
Divertimento: voto 8
Dopo due curve, abbastanza semplici, si arriva ben presto al pezzo più difficile. Un tratto più o meno continuo di circa 1 Km con dentro 3-4 passaggi di IV, uno dei quali preferiamo pure trasbordare.
E qui, il buon Philo ci caccia anche un bel bagnone non troppo simpatico ma che fortunatamente si risolve senza problemi, alla rapida successiva nuovo giro e nuova giostra, Lopez regala altre emozioni scendendo una rapida di IV all' indietro! Todo bien.
Finito il caos, il fiume si tranquillizza e per 2-3 Km è un bel III divertente, con onde e passaggi in mezzo a gole fantastiche che si ergono per centinaia di metri.

A metà strada nei pressi di un ponte romano, il fiume si calma. Ora diventa un fiume di I-II tranquillo, da assaporare con silenziosa meditazione, sempre in mezzo a gole e a platani enormi dalle forme incredibili.
Imbrco Voidomatis
Alcuno alberi sono così scavati che una o più canoe possono parcheggiare comodamente all' interno del tronco!
In breve siamo al ponte turco di Kalivia, dove ci rifocilliamo con un tipico piatto locale: pizzocheri valtellinesi.

Dopo mangiato ripartiamo per Ioannina dove pernottiamo nel locale campaggio. Finalmente una bella doccia calda, anche se l'imperatore e Lopez anticipano tutti ed esauriscono l' acqua calda, per la felicità del resto del gruppo.
E qui si comincia a mangiare la classica cena locale: macedonia .... mentre le numerose colombe presenti nel camper cominciano a prendere il volo ..........

Grecia: 8 maggio 2006
La mattina dopo partiamo per andare a fare l' Arachthos, terzo fiume programmato dalla perfetta organizzazione NaturService.
Mentre le barrette energetiche calano a vista d' occhio, andiamo a vedere il luogo dello sbarco.
Le strade in Grecia sono incredibili. Piccole, con mille tornanti che corrono su e giù per le montagne. Dopo svariati tornanti individuiamo lo sbarco. Un ponte in ferro nei pressi di Keros al quale si arriva abbastanza facilmente.
L'acqua è limpida e troviamo un posto ideale per sistemarci allo sbarco; date le coordinate gps a Chantal, si riparte alla volta dell' imbarco. Circa un'ora abbondante di tragitto per raggiungerlo! Bisogna tornare quasi a Ioannina per risalire il versante opposto della montagna. Ma una valle con la strada che scorre lungo il fiume in Grecia non esiste?
La nostra fortuna e di avere il Driver: Silvano, che facendoci da autista, da cuoco e da badante, ci porta agli imbarchi e ci recupera agli sbarchi, evitando di perdere ore e ore per i recuperi.
L'imbarco dell' Arachthos si trova al ponte tra Ddiskos e Krapsi. Qui troviamo la prima sorpresa: il fiume è marrone !!!, probabilmente per dei lavori per l' alta velocità più a nord.
Facciamo un summit e decidiamo di non scendere, essendo ancora piuttosto stanchi dalla giornata precedente; il fiume vedremo di farlo nei giorni successivi. E la buttiamo sull' eno-gastronomico ....
Come al solito "se magna", e dopo mangiato decidiamo di dirigerci verso il Kallaritikos, che vorremmo discendere il giorno seguente.
C'è una strada sulla cartina che dovrebbe accorciare notevolmente il tragitto. Tagliamo in mezzo alle montagne, la strada sembra ben segnata ed in breve siamo al paesello di Mihalitsi. Tipico piano regolatore locale: chiesa, bar, campanile. Incontriamo un tifoso di Totti che fuma 3-4 pacchetti di sigarette al giorno, e che gradisce le caramelle offerte dal presidente. In un misto di greco/albanese/italiano/bresciano riusciamo a comunicare con l' autoctono, che ci indica la strada per il fiume. Ma sto pistola non aveva visto che avevamo il camper?

Prendiamo una stradina sterrata da incubo, con stretti tornanti e piccoli guadi, che ci porta al ponte sul Kallaritikos dove si pensa di sbarcare il giorno successivo. Il dubbio è se ripercorrere questa strada il giorno dopo. Il dubbio ci viene fugato ben presto dal tratto di strada successivo per andare alla partenza. La strada è ancor più difficoltosa della discesa, una ruspa sta lavorando su un pezzo di strada, che è diventata quasi impraticabile. Ci impantaniamo pure ma alla fine con fatica riusciamo a ripartire. Decidiamo che non è il caso di sbarcare qui, e che quindi il giorno dopo sbarcheremo più avanti, dopo la confluenza nell' Arachthos.
Risaliamo a cercare l'imbarco del Kallaritikos, ma è tardi e la luce scarseggia, mannaggia !!! Non riusciamo a trovare il paesino di Kristos, punto di riferimento per imbarcarci.

Ma dove kaiser sta Kristos? La segnaletica non ci aiuta, il nervosismo affiora e ben presto si fa buio. Cercheremo Kristos domani. Il maresciallo Lopez, che sta facendo da navigator, cerca il posto più adatto alla sosta in un ridente paesello sulla strada, dotato di chiesa, di ben due bar, e soprattutto di cassonetti della monnezza puzzolenti. E' lì che Lopez ci fa fermare: panoramica sulle specialità del luogo .... un odore nauseabondo ... ma il camper è sul piano e vicino a delle case .. ma che vogliamo di più a quell'ora ...??
kristos
Il gestore di uno dei due bar parla un po' di italiano e decidiamo di cenare da lui. Il tipo è molto disponibile e ci prepara una cena veloce, il piatto locale: maiale al limone e tsatsiki home-made.
Il locale è allucinante, mai visto niente di simile. Una bettola d'altri tempi che sembra uscire da un film anni 50 del dopoguerra. Il tutto immerso nel fumo della popolazione autoctona. La gioventù locale, età media 60 anni, passa la sera a trastullare nelle mani una specie di rosario, che funge da pallina anti-stress (stress??????). Sembra proprio che non abbiano un cazzo da fare.

kristos
Ma d'improvviso la serata si illumina grazie alla magica trovata imperiale. Si decide di attaccare la telecamera alla televisione, dopo aver corrotto il gestore con alcune caramelle mou, che alla fine risulterà anche divertito dall' improvvisato cinema offerto nel suo locale.
I vecchietti sembrano rinascere e ci offrono anche da bere.
Alla fine tutti felici ed amici ce ne andiamo a letto. Per fortuna ci lasciano parcheggiare il camper innanzi al bar in modo d' essere a distanza ragguardevole dai maleodoranti cassonetti della spazzatura...

Grecia: 9 maggio 2006
Dopo la solita sinfonia notturna in Fa maggiore, per fiati ed archi, ci svegliamo al mattino per il chiasso dei bambini locali, che sembrano avere scambiato il camper per un ufo. Il presidente caramellaio elargisce ancora i suoi dolcetti ai piccoli mucchietti d'ossa che ronzano intorno al camper, e poi ...., fa la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ed i bimbi impazziscono.
Tra lo stupore generale, scopriamo pure di essere a Kristos e di averci dormito in piazza!! La cosa ci inorgoglisce particolarmente.
Partiamo di buon' ora e decidiamo di rodare un po' il camper passando 6-7 volte davanti al bar della sera prima e salutando la festosa popolazione locale in un tripudio di bandiere e cori, quindi voliamo verso l' alta valle e dopo animata consultazione troviamo l'imbarco del Kallariticos, meglio conosciuto come Paralliticos.

L'imbarco è su un ponte in ferro dove ovviamente eravamo passati 5-6 volte al buio la sera prima senza capire che si trattava del fiume che cercavamo.

Kallaritikos (Parallitikos)
Affluente dell'Arachthos
difficoltà: III - IV
lunghezza: 15 Km
Paesaggio: voto 9
Acqua: voto 8
Divertimento: voto 9
Kallaritikos

L'imbarco che visioniamo sembra abbastanza impegnativo. All' entrata c'è subito (come pronti-via) un passaggino di quarto che a freddo ci metto a disagio. Consulto. Decidiamo di imbarcarci su un affluente leggermente più a valle, prima del paesello di Kristos (che ripassiamo per l' ottava volta) in modo da non iniziare in questo modo irruento la nostra discesa. Entreremo nel Kallaritikos dopo le impegnative gole iniziali.
L' affluente sceso in prima assoluta, è il Coniglikos. E' un tratto con poca acqua e di facile cravatta. I passaggi non sono complicati, arrivano a stento al III°.
Malgrado ciò, il Colonnello Claudio riesce a ribaltarsi e a fare pure il bagno in circa 20cm d'acqua.
Dopo circa un paio di Km affluiamo nel Kallaritikos.
Il fiume cambia marcia ma non è preoccupante nel primo tratto di circa 5 Km ci sono curvoni ed onde divertenti che non superano il III°, fino al ponte sul quale siamo passati il giorno prima. Sotto il ponte c'è uno sbarramento che decidiamo di trasbordare.

Kallaritikos
Da qui si comincia a ridere .... il fiume cambia marcia e diventa un III-IV con passaggi per noi impegnativi.
Il Colonello decide allora che è ora di fare il secondo bagno rinfrescante della giornata.
Circa due Km di III più IV che III, e si arriva alla doppia esse prima delle gole, dove Dani imbastisce la sua performance ellenica migliore. Un bel passaggio di IV con tre gradoni, tre buconi ... tutti e tre centrati alla perfezione con conseguenti tre eskimi uno via l'altro .... una vera performance da trottola!!! (ma almeno l'inverno in piscina è servito a qualcosa)
Sorpresa, stupore e sbarco; trasbordino ed altro passaggio, morta ciccata altro eskimo e sosta.
Qualcosa non va, a questo punto Dani si innervosisce e manda a quel paese tutti a partire dal povero Philo per arrivare sino al magnanimo Imperatore, che con fare paterno contraccambia i complimenti.
Interviene Lopez per tranquillizzarla: "mi ha detto il tipo del rafting che ora è più calmo, basta non andare a bagno..." ma la stessa para il colpo: "e tu che ca..o ne sai di sai com'è ora che è la prima volta che lo fai?"
Mega shampoo da parte dell'Imperatore. Hip Hip urrà x Dani!!

Kallaritikos
Calmate le acque ci troviamo di fronte ad uno scenario fantastico. Due Km di gole, fiume fantastico, con ondoni, qualche buco da evitare ma sempre entro il III grado. Scenario Mozzafiato. Una cavalcata meravigliosa. Di morte, manco a parlarne, solo ondoni e buchetti caimani da evitare.
Passato questo tratto fantastico, si entra nell' Arachthos, e qui il cambio di marcia è paragonabile ad una pedata nel fondoschiena. Il fiume adesso è impetuoso e viaggia non poco. Non ci sono passaggi impegnativi ma la notevole mole di acqua, rende il fiume ad ondoni e buconi, da evitare assolutamente. La correntie si sente, eccome. In poco siamo allo sbarco dove lo striscione del CCA esposto sull' ennesimo ponte romano ci segnala l' arrivo.
Il buon Silvano ci ha procurato dei dolcetti tipici, in modo da farci riprendere dall'intensa cavalcata appena conclusa.
Kallaritikos
Dopo un breve summit decidiamo per il giorno dopo di ritentare l' Arachthos alto, abbandonato il giorno prima per il colore dell'acqua.

Cerchiamo di portarci in prossimità dell' imbarco e decidiamo di pernottare su un piazzale antistante ad una chiesetta di un borgo sconosciuto, a circa 2 Km dall'imbarco.
Veniamo accolti da un cane che per circa due ore continuerà ad abbaiare. Dopo aver cercato di sedarlo inutilmente con le caramelle imperiali, riusciamo nell'intento con le barrette della Lidl.
Nel mentre si presenta anche il padrone del cane, un locale ominide, con discreto olezzo di pecora, che riusciamo subito a farci amico grazie alle benemerite caramelline. Il tipo parla anche un discreto inglese, imparato in nuova Zelanda or sono. Il nostro driver gli regala anche la pila con autoricarica, anche se il compito più difficile è spiegare al tipo come funziona. Penso tra me che la pila non supererà la notte ...
Veniamo a sapere che il luogo è popolato da orsi, ma ci dicono che basta non uscire dal camper per essere tranquilli (?).

Grecia: 10 maggio 2006
Pecoraio
Alla mattina, dopo la colazione, offriamo il caffè all' autoctono ominide, che, grazie al sempre ospitale presidente nonchè imperatore, viene invitato a salire sul camper, infestandoci di pura essenza pecorina l' habitat.

Scendiamo al fiume, per visionarlo, nella speranza di poterlo finalmente fare. Purtroppo l' acqua non è anche oggi propriamente limpida .... I tre più sfegatati (Dani, Philo ed Adri di Bagnool) decidono di fare la discesa comunque.


Arachthos
Arachthos (Aratros)
difficoltà: III+
lunghezza: 10 Km
Paesaggio: voto 8
Acqua: voto 6 (piove)
Divertimento: voto 7

L' alto livello del fiume lo rende un po' più impegnativo di quel III- che sarebbe di solito. Ora è un III abbondante. Fortunatamente non ci sono intoppi. Il fiume è una serie di ondoni e di controroccia dai quali è preferibile girare ben alla larga viste le numerosissime nicchie giganti presenti.
Il tempo non è clemente ed un violento acquazzone condisce ulteriormente la discesa del fiume che cresce di livello molto velocemente.
Allo sbarco, il resto dell' equipaggio ha attrezzato un comodo verandone sotto il quale riusciamo a mangiare al riparo dalla pioggia battente. Alla sera ci dirigiamo verso Parga, dove pernotteremo nel camping locale.

Il paese è carino ed il campeggio un po' spartano ma molto accogliente con tanto di acqua calda per tutti, anzi bollente, ed il costo è irrisorio (35 Euro a notte all-inclusive per tutto l' equipaggio più camper!).
Alla sera, dopo le innumerevoli macedonie dei giorni scorsi, riusciamo finalmente a fare una sostanziosa mangiata di pesce, da Ianis.

Grecia: 11 maggio 2006
Decidiamo di andare a fare l' Acheron, meglio noto come l' Acaro.
E' il leggendario fiume narrato della divina commedia, dove Caronte trasbordava le anime verso l' inferno. E' detto per questo il "fiume della morte".
Andiamo a vedere lo sbarco e troviamo ancora un bel fiume marrone ed in piena.
C'è anche un tipo incazzato al quale nella notte hanno fottuto sei trote dall' acquario.

Parga
Si decide a maggioranza, con qualche mugugno, di buttarla sulla giornata al mare e di passare la giornata a Parga, tornando al campeggio appena lasciato.
Qualche lungimirante suggerisce di tornare verso Ancona e di sfruttare il giorno reisduo per andare a fare il Lao (Calabria), ma viene subito messo in minoranza. Giornata tranquilla, quindi, canoe in mare, pesca d'altura, sole e cena locale con mussaka. Il giorno dopo riproveremo con l' Acheron.



Grecia: 12 maggio 2006
Questa volta andiamo direttamente all'imbarco, fiduciosi nella giornata di sole e di una bella discesa. Purtroppo il fiume è ancora in piena.
Un summit sul livello del fiume con qualche differenza di vedute e decidiamo di andare a vedere l'inizio delle gole. La giornata è compromessa in serata dobbiamo prendere il traghetto.

Ritorno
Dopo un frugale pasto sul bordo tangenziale ma in riva al mare, ci incamminiamo verso Igoumenitsa e quindi al porto dove ci imbarcheremo alle 10.30 di sera. Shopping al duty free, scorte di Tsatsiki nei supermercati, qualche noce spaccata sull' asfalto, contrabbando di sigarette e siamo pronti a partire.
Arrivederci Grecia !!!!

Ci resta il rammarico per non aver sceso le gole dell' Acheron e soprattutto di non aver sceso nemmeno il Krikellopotamo (Kricchetto-pokemon), desiderato da tutti (?) ardentemente, ma troppo distante per essere fatto in un tour di una settimana.
Ma ci rivedremo presto.







Grecia: 13 maggio 2006
Arriviamo verso le 12 ad Ancona andiamo a dare una pulitina al camper e troviamo anche il modo di dimenticare le scalette all' autolavaggio .... (addio caparra)...
Ritorno
Fortunatamente non ce le "ciufisce" nessuno e riuscimo a recuperarle. Riportiamo il camper dal noleggiatore.
Mediamo con il capo-camper un 100 Euro per i danni al mezzo e siamo pronti per tornare verso casa dove le nostre strade si divideranno. Anzi, si dividono un po' tanto, visto che Daniela, non sazia dei fiumi greci ci fa fare una "piccola" deviazione verso il Limentra dove si sta svolgendo il Wild Water Women Day.
Una lieve deviazione di circa 3 orette ... ma alle 23 eravamo già a Cremona .....


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